Alle 10.25, nella sala d'aspetto di 2° Classe della Stazione di Bologna Centrale[1], un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplode uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento.
Per Bologna e per l'Italia è stata una drammatica presa di coscienza della recrudescenza del terrorismo. La bomba era composta da 23 Kg di esplosivo: una miscela di 5 Kg di tritolo e T4 detta Compound B, potenziata da 18 Kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile). L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto in una valigetta sistemata a circa 50 cm d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest della stazione, allo scopo di aumentarne l'effetto[2].
La detonazione si udì nel raggio di molti chilometri e causò il crollo di un'ala intera della stazione investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario e il parcheggio dei taxi antistante.ubito dopo l'attentato, il governo presieduto da Francesco Cossiga, e le forze di polizia attribuirono lo scoppio a cause fortuite, ovvero all'esplosione di una caldaia nel sotterraneo della stazione. Non appena apparvero più chiare le dinamiche e fu palese una matrice terrorista, attribuirono la responsabilità della strage alle Brigate rosse. Si trattava del primo di una serie interminabile di depistaggi delle indagini. Esso apparve subito evidente a molti, causò numerose polemiche negli anni successivi e favorì la nascita di teorie cospiratorie, legate alla cosiddetta strategia della tensione, come era già avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969.
Lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 si giunse ad una sentenza definitiva di Cassazione il 23 novembre 1995: vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: nove anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente. Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti.
A causa del protrarsi negli anni delle vicende giudiziarie e dei numerosi comprovati depistaggi, intorno ai veri esecutori e ai mandanti dell'attentato si sono sempre sviluppate numerose ipotesi e strumentalizzazioni politiche divergenti dai fatti processuali che hanno portato alle condanne definitive dei presunti esecutori materiali della strage. - Stando quanto riportato dai media nel 2004 e ripreso recentemente [3], Francesco Cossiga, in una lettera indirizzata a Enzo Fragalà, capogruppo di Alleanza Nazionale nella commissione Mitrokhin, ipotizza un coinvolgimento palestinese (a mano del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e del gruppo Separat di Iliz Ramirez Sanchez, al secolo "comandante Carlos") dietro l'attentato.[4].
- Dalla sua cella, a Parigi, il terrorista rosso Ilic Ramirez Sanchez afferma che «la commissione Mitrokhin cerca di falsificare la storia» e che «a Bologna a colpire furono CIA e Mossad», con l'intento di punire e ammonire l'Italia per i suoi rapporti di fiducia reciproca con l'OLP, che si era segretamente impegnato a non colpire l'Italia in cambio di una certa protezione [5].
- L'ipotesi di un clamoroso errore giudiziario con la condanna di Fioravanti, Mambro e Ciavardini è ben articolata nel libro "Storia Nera" scritto da Andrea Colombo, giornalista di Liberazione (quotidiano di Rifondazione Comunista).
- Nel maggio 2007 il figlio di Massimo Sparti (delinquente legato alla banda della Magliana e principale accusatore di Fioravanti) dichiara «mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito», aprendo nuovi spiragli ed ipotesi [6].
Le Vittime - Paolo Berosi, anni 32
- Antonella Ceci, anni 19
- Angela Marino, anni 23
- Leo Luca Marino, anni 24
- Domenica Marino, anni 26
- Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
- Vito Diomede Fresa, anni 62
- Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
- Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
- Carlo Mauri, anni 32
- Luca Mauri, anni 6
- Eckhardt Mader, anni 14
- Margret Rohrs In Mader, anni 39
- Kai Mader, anni 8
- Sonia Burri, anni 7
- Patrizia Messineo, anni 18
- Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
- Manuela Gallon, anni 11
- Natalia Agostini In Gallon, anni 40
- Marina Antonella Trolese, anni 16
- Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
- Roberto De Marchi, anni 21
- Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
- Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
- Vittorio Vaccaro, anni 24
- Velia Carli In Lauro, anni 50
- Salvatore Lauro, anni 57
- Paolo Zecchi, anni 23
- Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
- Catherine Helen Mitchell, anni 22
- John Andrew Kolpinski, anni 22
- Angela Fresu, anni 3
- Maria Fresu, anni 24
- Loredana Molina In Sacrati, anni 44
- Angelica Tarsi, anni 72
- Katia Bertasi, anni 34
- Mirella Fornasari, anni 36
- Euridia Bergianti, anni 49
- Nilla Natali, anni 25
- Franca Dall'olio, anni 20
- Rita Verde, anni 23
- Flavia Casadei, anni 18
- Giuseppe Patruno, anni 18
- Rossella Marceddu, anni 19
- Davide Caprioli, anni 20
- Vito Ales, anni 20
- Iwao Sekiguchi, anni 20
- Brigitte Drouhard, anni 21
- Roberto Procelli, anni 21
- Mauro Alganon, anni 22
- Maria Angela Marangon, anni 22
- Verdiana Bivona, anni 22
- Francesco Gomez Martinez, anni 23
- Mauro Di Vittorio, anni 24
- Sergio Secci, anni 24
- Roberto Gaiola, anni 25
- Angelo Priore, anni 26
- Onofrio Zappala', anni 27
- Pio Carmine Remollino, anni 31
- Gaetano Roda, anni 31
- Antonino Di Paola, anni 32
- Mirco Castellaro, anni 33
- Nazzareno Basso, anni 33
- Vincenzo Petteni, anni 34
- Salvatore Seminara, anni 34
- Carla Gozzi, anni 36
- Umberto Lugli, anni 38
- Fausto Venturi, anni 38
- Argeo Bonora, anni 42
- Francesco Betti, anni 44
- Mario Sica, anni 44
- Pier Francesco Laurenti, anni 44
- Paolino Bianchi, anni 50
- Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
- Berta Ebner, anni 50
- Vincenzo Lanconelli, anni 51
- Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
- Romeo Ruozi, anni 54
- Amorveno Marzagalli, anni 54
- Antonio Francesco Lascala, anni 56
- Rosina Barbaro In Montani, anni 58
- Irene Breton In Boudouban, anni 61
- Pietro Galassi, anni 66
- Lidia Olla In Cardillo, anni 67
- Maria Idria Avati, anni 80
- Antonio Montanari, anni 86
Ultimo aggiornamento : 28-01-2008 22:29
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