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Giovanni Falcone PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Web Master, 12-06-2004 10:54

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Pubblicato in : Le notizie, Personaggi


Image Figlio di Arturo Falcone, direttore del Laboratorio chimico provinciale, e di Luisa Bentivegna, aveva due sorelle maggiori, Anna e Maria. Giovanni Falcone studiò al liceo classico "Umberto" e successivamente, dopo una breve esperienza all'Accademia Navale di Livorno, si iscrisse a giurisprudenza all'Università degli studi di Palermo dove si laureò nel 1961, con una tesi sulla "Istruzione probatoria in diritto amministrativo".Vinse il concorso in magistratura nel 1964 e per breve tempo fu pretore a LentiniTrapani per 12 anni. Qui, a poco a poco nacque in lui la passione per il diritto penale. Arrivò a Palermo e dopo l'omicidio del giudice Cesare Terranova cominciò a lavorare all'Ufficio istruzione. Il consigliere istruttore Rocco Chinnici gli affidò, nel maggio 1980, le indagini contro Rosario Spatola: era un lavoro che coinvolgeva anche criminali negli Stati Uniti e che era osteggiato da alcuni altri magistrati. Alle prese con questo caso, Falcone comprese che per indagare con successo associazioni mafiose era necessario basarsi anche su indagini patrimoniali e bancarie, per ricostruire il percorso del denaro che accompagnava i traffici e ricostruire un quadro complessivo del fenomeno e per evitare la serie di assoluzioni con cui si erano conclusi i precedenti processi contro la mafia. Si può considerare una svolta, per la conoscenza non solo di determinati fatti di mafia, ma specialmente della struttura dell'organizzazione Cosa nostra, l'interrogatorio iniziato a Roma nel luglio 1984 in presenza del sostituto procuratore Vincenzo Geraci e di Gianni De Gennaro, del Nucleo operativo della Criminalpol, del collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta.

Le indagini portate avanti da Falcone e dal pool di magistrati da lui creato, sull'esempio di quelli organizzati contro il terrorismo pochi anni prima, portarono ad istruire il primo Maxiprocesso fatto a Palermo (che terminò il 16 novembre 1987) contro la mafia, che vedeva imputate 475 persone. Dopo l'omicidio di Giuseppe Montana e Ninni Cassarà nell'estate 1985, stretti collaboratori di Falcone e Borsellino, si cominciò a temere per l'incolumità anche dei due magistrati, che furono indotti per motivi di sicurezza a soggiornare qualche tempo con le famiglie presso il carcere dell'Asinara (incredibilmente dovettero pagarsi le spese di soggiorno!).

Nel gennaio 1988 il Consiglio Superiore della Magistratura, nella votazione fra Falcone e Antonino Meli, basandosi sull'anzianità di servizio, nominò il secondo a capo dell'Ufficio istruzione, in luogo di Caponnetto che aveva lasciato l'incarico per raggiunti limiti di età. Da questo momento in poi Falcone e il suo pool dovettero fronteggiare un numero sempre crescente di ostacoli alla loro attività: persino la Cassazione sconfessa l'unitarietà delle indagini in fatto di mafia affermata da Falcone e dall'esperienza del suo pool; in questo periodo si svolge anche la vicenda del "corvo", una serie di lettere anonime diffamanti il Pool antimafia e i suoi membri. Nell'autunno 1988 Meli sciolse ufficialmente il pool. Qualche tempo dopo Claudio Martelli, allora vicepresidente del Consiglio e ministro di Grazia e Giustizia ad interim, gli offrì di dirigere la sezione Affari Penali del ministero e Falcone accettò.

Il 21 giugno 1989, Falcone fu anche obiettivo di un fallito attentato presso la sua villa al mare, comunemente detto attentato dell'Addaura

Nel periodo in cui fu Presidente della sezione Affari Penali del Ministero della Giustizia, che va dal 1991 alla sua morte, Falcone fu molto attivo, cercando in ogni modo di rendere più efficace ed incisiva l'azione della magistratura contro il crimine. Al ministero Martelli e Falcone lavorarono al progetto della Superprocura antimafia. Tuttavia, la vicinanza di Giovanni Falcone a Claudio Martelli costò al magistrato siciliano violenti attacchi da parte del PCI/PDS e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando: quest'ultimo accusò Falcone di tenere nascosti nei suoi cassetti le carte sugli omicidi eccellenti di mafia. Nello stesso periodo, i magistrati più vicini al PCI/PDS avversarono il progetto della Superprocura antimafia, denunciando il rischio che la Superprocura costituisse un elemento strategico nell'allontanamento di Falcone dal territorio siciliano e nella neutralizzazione reale delle sue indagini

Ultimo aggiornamento : 05-02-2008 00:43

   
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Tags : Notizie, Personaggi, Giovanni Falconefalcone, giovanni, mafia, capaci


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